Colosseo (Anfiteatro Flavio)

Esistono centinaia di opere architettoniche che danno lustro alle civiltà di tutto il mondo, la Torre Eiffel, la Grande Muraglia, l’Empire States Building, il Partenone, solo per citarne alcune, ma la grandezza e la funzionalità dell’opera di cui andremo a parlare ora, non ha eguali.

Luogo di incontro del popolo romano, ludico contenitore di giochi e al contempo patibolo per trucide mattanze, è l’immagine rappresentativa dell’evoluzione e delle incongruenze dell’uomo nel mondo di ieri e di oggi.

Un’opera immensa presa quale esempio per le successive e a confronto per le precedenti.

Sorge ad est, dell’attuale sito archeologico dei Fori romani, è il più grande dei simboli riguardanti l’evoluzione delle capacità costruttivo/ingegneristica ed organizzativa di Roma e senza alcun dubbio della storia.

Simbolo della potenza straordinaria che Roma rappresentò nel corso dei primi secoli dell’era successiva all’avvento di Cristo.

È l’Anfiteatro Flavio (Amphitheatrum Flavium) ostentazione della potenza della Roma Imperiale costruito sotto la dinastia Flavia, da cui il nome.

Questo è quello che si evince dalle parole di Marziale:

«Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l’altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo; né i Cari portino più alle stelle, con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto. Ogni opera cede dinanzi all’Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d’una sola opera al posto di tutte». 

(Marziale, Liber de spectaculis, 1-7-8)

L’anfiteatro Flavio è meglio conosciuto con il nome di Colosseo.

Due sono le motivazioni attribuite dagli storici al nome:

  1. la prima afferma che il nome fu attribuito in epoca medievale, per la grandezza fisica dell’opera;
  2. la seconda (forse meno attendibile), per la colossale statua in bronzo di Nerone (alto centoventi piedi, opera di Zenodoro).

img_0634Il Colosseo nasce come atto riparatore alle tiranniche decisioni prese dall’imperatore Nerone per la costruzione della Domus Aurea e come intervento atto a riportare favorevoli consensi alla nuova dinastia imperiale. Infatti la storia ci dice che il nome di Nerone fu eraso da tutti i siti che lo riportavano quale condanna ai suoi comportamenti tirannici che avevano determinato nel popolo una perdita di consensi verso l’impero.

Con la realizzazione dell’anfiteatro si determinò di fatto la distruzione delle opere già presenti antistanti la Domus Aurea edificate da Nerone, ad ostentazione del proprio potere, su terreni oggetto di espropri forzati tra i colli: Velia (antica altura posta tra Palatino e Esquilino e successivamente erasa), Oppio e Celio.

Storia della costruzione:

Nel 72 d.C. è l’imperatore Tito Vespasiano Flavio (Cesare Vespasiano Augusto), grazie ai bottini di guerra perpetrati con il saccheggio del Tempio di Gerusalemme (70 d. C.), iniziò la costruzione inaugurando i primi due anelli, il figlio Tito, nell’80 d.C. lo completò costruendo il terzo ed il quarto anello e il Velarium, la copertura a protezione degli spettatori e lo inaugurò; ulteriori modifiche saranno successivamente apportate durante il regno di Domiziano che completò l’opera con la costruzione della Cavea (gli spalti dove sedevano gli spettatori), l’inserimento dei fregi clipei (scudi decorativi in bronzo dorato) e altre opere a finire.

Il Colosseo è costruito in legno, mattoni, calcestruzzo (calcis structio: struttura a base di calce), ferro e travertino. Poggia su una piattabanda in travertino. I pilastri portanti sono formati da blocchi di travertino, collegati da perni, che poggiano su fondazioni di tufo. All’esterno è usato il travertino, come nella serie di anelli concentrici di sostegno alla cavea.

Le volte a crociera (tra le più antiche del mondo romano ed a cui si ispireranno le cattedrali gotiche) sono in opus caementicium ovvero calcestruzzo mescolato a leucitite (un minerale tipico di rocce magmatiche alcaline presenti nel Lazio). Un complesso sistema idrico consentiva la manutenzione dell’edificio e alimentava le fontane poste nella cavea per gli spettatori. Ci vollero otto anni per completare l’opera: cinque anni per i lavori in muratura e tre per i lavori di decorazione, come bassorilievi, sculture, applicazioni, tinteggiatura, incisioni e stucchi.

Il Colosseo era ed ancora è oggi un esempio di efficienza; le entrate erano ben settantaquattro, di queste, dodici erano riservate ai senatori; nei ranghi di alto prestigio i posti erano numerati, ma quello che lascia sbalorditi è il tempo impiegato per effettuare il deflusso degli spettatori che poteva svolgersi in circa 10 minuti considerando che secondo stime il Colosseo poteva raggiungere i 50.000 spettatori (neanche gli attuali stadi moderni hanno questa efficienza); ancora oggi il tempo impiegato è da record se lo confrontiamo e pensiamo alle nuove tecnologie e alle innovazioni ingegneristiche/architettoniche ed alla sicurezza.

L’anfiteatro Flavio, nasce come luogo dedito a giochi e spettacoli per il piacere del popolo romano attraverso rappresentazioni storiche di battaglie che esaltavano la grandezza di Roma e combattimenti tra gladiatori. Inizialmente venivano rappresentate anche battaglie navali, le naumachie, poi interrotte dopo le ultimazioni dei lavori da parte di Domiziano.

Le vicissitudini dovute a invasioni, intemperie, inettitudine dei governanti, saccheggi, terremoti, e Papi (che utilizzarono come cava di travertino il Colosseo per le loro opere) hanno devastato la struttura fisica del Colosseo (che ha comunque ricevuto delle ristrutturazioni profonde specie nel tardo 1800), ma hanno anche contribuito a rendere inalterabile la sua leggendaria maestosità e resistenza al tempo.

Colosseo visto da Via dei Fori Imperiali - Photo: Mclaude's Rome

Dal 1980 all’Anfiteatro Flavio è stato attribuito dall’UNESCO, come per altro tutto il centro storico di Roma, l’appellativo di patrimonio dell’umanità.

Dal 2007 il complesso, unico monumento europeo, è stato anche inserito fra le nuove sette meraviglie del mondo, a seguito di un concorso organizzato da New Open World Corporation (NOWC) a cui hanno partecipato tramite internet circa 100 milioni di persone rappresentanti di tutti i continenti.