Chiesa di Santa Agnese in Agone

La chiesa di Santa Agnese in Agone, bellissima opera barocca, è posizionata a nord ovest del Campidoglio, considerando quest’ultimo come il centro di Roma.

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La chiesa di Santa Agnese si trova nella parte sud di Piazza Navona (stadio Domiziano) accanto a Palazzo Pamphili ed entrambe le costruzioni sono il frutto dell’opera di ristrutturazione della piazza voluta da Innocenzo X (1574 – 1655).

La costruzione originale sembra risalire all’incirca all’anno 305 d.C.

Fu costruita nel luogo dove la leggenda ci dice, fu martirizzata la giovane Agnese (290 – 305).

Si narra che, per preservare il voto di castità, Agnese rifiutò di cedere alle attenzioni del figlio del prefetto di Roma e quindi denunciata come cristiana.

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Statua di Sant’Agnese – (Mclaude’s Foto)

Denudata per essere stuprata i suoi capelli crebbero di colpo in modo miracoloso fino a ricoprirla agli occhi dei suoi aguzzini.

L’unico che provò ad approfittare di Lei cadde fulminato ai suoi piedi; gettata nel fuoco, questo si spense dopo le sue preghiere e fu così che venne trafitta da un colpo di spada alla gola.

Santa Agnese è la protettrice delle giovani donne.

imageL’attuale costruzione, che inizialmente fu affidata a Girolamo Rainaldi e al figlio, Carlo è il frutto del genio di Francesco Borromini (1599 – 1667) che ne prese la responsabilità solo in un secondo momento.

In realtà Borromini cambiò in modo considerevole, dal progetto iniziale dei Rainaldi, “solo” la facciata esterna della chiesa che rivide totalmente fino addirittura a ridefinirne l’ingresso, previsto in precedenza in via di Santa Maria dell’Anima.

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Sant’Agnese in Agone- (Mclaude’s Foto)

Allontanò le due torri campanarie guadagnando spazio e tra le geniali soluzioni adottate, si può notare la forma concava dell’ingresso che rende ancora più esaltante la vista della Cupola.

Un insieme di colonne cupole e colpi di genio.

All’interno, la chiesa si sviluppa su una pianta a croce greca i cui bracci corti si raccordano con un ottagono perimetrale voluto dal Borromini in cui si alternano cappelle e pilastri.

Alla sinistra dell’ingresso, troviamo la tomba della famiglia Pamphili dove riposa Innocenzo X, e, sopra l’ingresso, quasi nascosto, un busto a rappresentarlo.

Il busto del 1730, è opera di Giovan Battista Maini (1690 – 1752).

Il destino spesso irride anche gli audaci se per audace intendiamo un genio come lo era Borromini.

Alla morte di Innocenzo X, il nuovo Papa Alessandro VII, Fabio Chigi (1599 – 1667), che preferiva Bernini a Borromini destituì  l’architetto da quasi tutti i suoi incarichi.

Fu l’inizio della fine di Francesco Borromini che di lì a poco morì corroso fisicamente e psicologicamente dal peso di tale affronto.

Il progetto tornò quindi sotto la responsabilità di Carlo Rainaldi (1611 – 1691) il quale fu  richiamato a portare a termine i lavori apportando modifiche anche consistenti al progetto borrominiano.

Nel 1667 infine, Donna Olimpia Maidalchini (1591 – 1657) incaricò il Bernini dei lavori di finitura generale degli interni.

La cupola, adorna di stucchi dorati, è dipinta da Ciro Ferri (1634 – 1689) e dal Corbellini, (ma i tondi sono del Baciccio 1639 – 1709).

Gli altari sono adorni di grandi bassorilievi in marmo.

Sulla destra:

la Cappella: S Alessio, bassorilievo di Giovanni Francesco Rossi (1640 – 1677);

S. Agnese sul rogo, statua di Ercole Ferrata (1610 – 1686);

S. Emerenziana dello stesso Ferrata. Altar maggiore, di alabastro fiorito e di verde antico: S. Famiglia di Domenico Guidi (1625 – 1701); gli angeli del frontespizio sono del Maini.

Sulla sinistra:

la Cappella: S. Eustachio tra le belve, statua abbozzata da Cefa di Malta e finita dal Ferrata;

San Sebastiano: statua antica a cui Paolo Campi cambiò la testa convertendola in quella del santo; 

S. Cecilia, bassorilievo di Ercole Antonio Raggi (1624 – 1686).

Il reliquiario della chiesa, donato dal cardinal Rampolla, è situato in una stanza nascosta alla vista immediata dei fedeli.

Attigua alla navata centrale, al suo interno è presente la testa di Sant’Agnese, la reliquia che Pio X (1835 – 1914) regalò alla chiesa di Sant’Agnese nel 1908.

Fonti: Wikipedia; Diego Angeli – Le Chiese di Roma – Guida Storica e Artistica delle Basiliche, Chiese e Oratori della Città di Roma