I sette colli di Roma

by 6.Giu.2015Roma Arcaica

Forse non tutti sanno che i colli di Roma in realtà sono più dei sette conosciuti dalla stragrande maggioranza della gente.

In realtà ai sette tradizionalmente conosciuti dovremmo aggiungerne altri la cui notorietà fu manifesta nel corso di una determinata epoca storica e politica, vedi ad esempio, il colle Vaticanus al tempo del regno papale.

Poi dovremmo aggiungere quelli che, per far posto alle vie o alle varie urbanizzazioni della città, furono sbancati, come il Velia tra il Palatino e il colle Esquilino.

Insomma di esempi potremmo farne ancora, ma lasciamo a voi la scelta se approfondire o meno il tema.

Resta comunque il fatto che oggi questi colli non vengono normalmente citati tra quelli tradizionalmente detti, i sette colli di Roma:

  1. Palatino
  2. Quirinale
  3. Viminale
  4. Esquilino
  5. Campidoglio
  6. Aventino
  7. Celio

 

Il Palatino:

è il luogo dove, secondo la leggenda trasmessa dalla tradizione antica, tutto ebbe inizio. È l’unico colle all’interno del perimetro a pianta quadra che, secondo la leggenda, Romolo arò per fondare Roma.

Scelto per la vicinanza al Tevere e per la facilità con cui poteva essere difeso, si trova ad sud est del Campidoglio (inteso come centro della Roma attuale), vicino l’ansa del Tevere che da spazio all’isola Tiberina, tra il Foro Romano, il Velabro e il Circo Massimo. Il Colle o per meglio dire il Mons Palatium presentava due sommità separate da un avvallamento detto intermontis.

La sommità centrale, la più elevata (51m s.l.m.), era detta Palatium, mentre l’altra, situata ad ovest digradando verso il Foro Boario e il Tevere, era chiamata Mons Germalus (o Cermalus). A nord est il Palatino si affaccia sul Foro romano.

Tale lato era l’unico da cui si poteva accedere tramite un’altura denominata Velia la quale univa il Palatino al colle Esquilino e al colle Oppio. Il Velia fu successivamente sbancato per far posto all’attuale Via dei Fori Imperiali. A sud ovest, quindi esattamente agli antipodi dell’affaccio sul Foro, il Palatino guarda il Circo Massimo e il colle Aventino.

Tutti i versanti del Palatino tranne il collegamento a Nord est già citato sono delle scoscese pareti facilmente difendibili e quindi questa è il probabile molivo dei primi insediamenti umani. La parte digradante ad ovest, il già citato Cermalus o Germalus, è il luogo, secondo la leggenda, dove fu ritrovata, impigliata tra le canne, la cesta contenente i gemelli Romolo e Remo.

Qui si trovava l’altare adibito alla venerazione del fondatore di Roma, Romolo, il cosiddetto “Lupercale” di recente ritrovamento.

Da sempre il Palatino è stato il luogo delle residenze più importanti della Roma monarchica repubblicana ed imperiale. Sulla sua sommità si trovano oggi i resti delle ville residenziali dei ceti più importanti vissuti nelle varie epoche romane, ma soprattutto del primo imperatore di Roma: Augusto e di sua moglie Livia.

Troviamo inoltre i resti della residenza voluta dalla dinastia imperiale Flavia. Oggi è il sito archeologico più importante al mondo.

Il Quirinale:

a nord-est del centro di Roma è la sede, nel palazzo del Quirinale, del Presidente della Repubblica italiana. Il Quirinale, col Viminale, era anticamente detto collis per eccellenza, in contrapposizione con gli altri montes.

Il Viminale:

è il più piccolo dei sette colli. Si trova tra l’Esquilino a sud-est e il Quirinale a nord e nord-ovest. Deve il suo nome alle piante di vimini (Salix Viminalis) che al tempo ne ricoprivano le pendici. Oggi il Viminale è il nome che identifica la sede del Ministero dell’Interno.

L’Esquilino:

è il più alto ed esteso dei sette colli su cui fu fondata Roma. Esso è formato da tre alture: l’Opius (Colle Oppio)nel settore meridionale, il Fagutal in quello occidentale, confinante con la Velia, e il Cispius nella parte settentrionale, dove si trova attualmente la basilica di Santa Maria Maggiore.

Il Campidoglio:

è il Centro di Roma è detto anche Monte Capitolino (Mons Capitolinus). La sua altezza è di 48 m s.l.m. sull’Arx (attuale Basilica di S. Maria in Aracoeli), di 37 m s.l.m. nell’Asylum (attuale Piazza del Campidoglio) e di 51 m s.l.m. sul Capitolium propriamente detto (Palazzo Caffarelli).

L’Aventino:

è il colle più a sud. Si tratta di una collina di forma più o meno trapezoidale, dalle pendici ripide, che arriva a sfiorare il Tevere.

Tra i sette colli era quello più isolato e di accesso più difficile. Verso est, tramite una sella, è collegato a un altro piccolo colle, chiamato “Piccolo Aventino”. La sua altezza massima è di 43 m s.l.m.

Secondo le fonti antiche il nome potrebbe derivare da quello di uno dei re di Albalonga, figlio di Ercole, o dalle locuzioni ab adventu hominum che era la denominazione di un tempio dedicato a Diana, o ab advectu per le paludi che lo circondavano, o ancora, secondo Plutarco, da ab avibus per gli uccelli che vi si dirigevano dal Tevere per fornire gli auguri a Remo, o forse per l’avena che vi si coltivava e di cui si faceva commercio nel mercato della valle sottostante.

 

Il Celio:

è una sorta di lungo promontorio lungo circa 2 chilometri e largo dai 400 ai 500 metri. Il Caeliolus (o Caeliculus o Caelius Minor) corrisponde ad una sezione del colle, forse quella più occidentale, verso la valle poi occupata dal Colosseo, oppure quella attualmente occupata dalla chiesa dei Santi Quattro Coronati.

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originariamente…

Romolo, secondo la leggenda fondò Roma arando un perimetro di pianta quadra utilizzando un aratro trainato da un bue ed una vacca secondo la tradizione etrusca, comprendendo al suo interno uno solo dei sette colli conosciuti, il Palatino.

Il solco che spostava la terra creando come un muro definiva una linea sacra che la tradizione chiamava “Pomerio”; laddove si voleva che ci fosse una porta di entrata alla città l’aratro veniva sollevato cosicché il solco non veniva creato.

Il pomerio aveva un’ampiezza forse di circa 18 metri definita da “Cippi” di pietra, comunque abbastanza ampia da essere soggetto a leggi coercitive su quello che si poteva e non si poteva fare al suo interno.

Ad esempio nel pomerio non era possibile né seppellire né cremare i morti, non era possibile piantare o seminare, non potevano sostare uomini armati.

All’inizio Roma, come detto, fu creata comprendendo al suo interno il Palatino che come è noto ha appunto una forma quadrata, ha inoltre una posizione geografica invidiabile per la vicinanza al fiume Tevere ed all’isola Tiberina e per le sue pendici particolarmente ripide è facilmente difendibile.

Al palatino si aggiunse successivamente la Suburra (Subura) che divenne un vasto e popoloso quartiere dell’antica Roma situato sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell’Esquilino (Oppio, Cispio e Fagutal).

I due quartieri pur essendo parte della stessa città erano spesso in antagonismo specie durante le feste rituali come quella che si svolgeva ad ottobre chiamata la festa del Cavallo.

festeggiamenti prevedevano la disputa di una testa di cavallo che andava ad ornare per tutto l’anno il quartiere del vincitore.

Gli abitanti del Palatino erano definiti “Monticiani” poiché la definizione del Palatino aveva come appellativo pre-nominale quello di “monte”.

Gli abitanti della Suburra erano detti del colle in quanto il Quirinale, che è anche più alto del Palatino, aveva come appellativo pre-nominale quello di Colle.

Ancora oggi uomini importanti politici quando si apprestano ad entrare nella residenza del Presidente delle repubblica italiana è solito di dire:  “salgono al Colle”.

Per fare un paragone, in età moderna, è sentita la rivalità romana tra Monticiani e Trasteverini.

Nel corso del tempo il pomerio venne spostato più volte, anche se la tradizione impediva di farlo poiché portatore di sventura.

Il più grande spostamento nel corso dell’epoca monarchica si ebbe con Servio Tullio che comprese gran parte dei colli citati all’interno delle cosiddette mura Serviane.

Fonti: it.wikipedia.org  – Teodoro Mommsen: Storia di Roma – scritto verso la metà dell’Ottocento.