Piazza Navona (Stadio di Domiziano)

by 26.Lug.2016Piazze di Roma

Piazza Navona_20160717_0063 (Mclaude's Foto)Luogo di grande attrattiva per storia, tradizione e bellezza, Piazza Navona (Stadio di Domiziano), trova spazio tra i meravigliosi palazzi rinascimentali di età Barocca.

E’ senza alcun dubbio una delle più belle piazze della Città Eterna.

A Nord Ovest del centro storico, la piazza sembra enorme rispetto al luogo dove è situata che è fatto di vicoli e stradine che inaspettatamente si arrestano di fronte ad altri luoghi di enorme interesse.

Circo_agonalisPiazza Navona è quanto resta dell’antico Stadio Domiziano  (Circus Agonalis), costruito dall’omonimo imperatore per ospitare giochi di atletica e ginnici,  nell’anno 85 d.C.

Fu poi restaurato nel III secolo da Alessandro Severo.

Lo stadio, lungo 276 metri, largo 106 , poteva ospitare 30.000 spettatori.

Roma: Piazza NavonaCome si può vedere dalla cartina il lato corto a Nord è curvo e la piazza è ben 6 metri sopra l’originario livello  di quando fu costruita.

Questa peculiarità da modo d’immaginare la predisposizione all’allagamento.

Inverosimilmente alcuni libri riportano che la piazza, di forma concava, poteva essere allagata per disputare antiche rievocazioni di battaglie navali o Naumachie.

Nell’antica Roma con il termine naumachia, si intendeva uno spettacolo rappresentante una battaglia navale, il bacino, o in senso lato l’edificio in cui le rappresentazioni si tenevano.

Verosimilmente l’allagamento della piazza serviva ad alleviare ai cittadini la calura dei mesi estivi.

I giochi erano denominati “agones”, il cui significato indica feste, gare giovanili.

Piazza Navona_20160717_0084 (Mclaude's Foto)Da agones deriva il termine “agonismo” cioè di grande impegno) ed il toponimo della piazza deriva proprio da questo termine che divenne per corruzione da “agone” a “in agone”, e successivamente,  “innagone”, ed ancora, “navone” e quindi “Navona”.

Nel corso dei secoli l’antico stadio Domiziano subì trasformazioni, abbandoni e ristrutturazioni.

Fu quindi solo nel XV secolo che la piazza prese vita allorché vi fu istituito un mercato.

Divenne quindi luogo di scambio di merci, di incontro e di vita, pretesto per nuovi lavori strutturali come ad esempio la lastricazione pavimentale della piazza(1488), fino ad allora di terra battuta.

La piazza fu abbellita grazie alla donazione da parte di Gregorio XIII Boncompagni (1572-85) di tre fontane tra cui un abbeveratoio per gli animali che trasportavano le merci e che costantemente transitavano all’interno del mercato.

Ma solo nel 1630 che la Piazza ebbe il cambiamento che la trasformò in quella che è ancora oggi.

Innocenzo XFu l’allora cardinale Giovanni Battista Pamphili, poi divenuto papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X  a dare lustro alla piazza.

Nei dieci anni del suo pontificato, Innocenzo X e la sua famiglia accumularono ingenti ricchezze grazie soprattutto alla famosa Donna Olimpia Maidalchini, cognata e consigliera del Papa.

Donna Olimpia è anche famosa perché bersaglio di irriverenti  “pasquinate”.

Così sono definite le poesie ferocemente  ironiche che il popolo o il poeta (ma potevano essere anche più di uno), provvidenzialmente sconosciuti all’autorità, affidavano alla voce della celebre statua parlante di Pasquino (la statua si trova ancora oggi appena dietro palazzo Pamphili),  tra cui quella relativa al nomignolo di Pimpaccia, affibbiato alla gran dama.

Donna_olimpia_maidalchiniIl soprannome sembra derivi da un gioco di parole prese dal nome Olimpia: in latino “Olim” = un tempo e “pia“=virtuosa, che il poeta trasformò in: “nunc” = adesso e “impianon virtuosa; in seguito nel dialetto romano definita “Pimpa” o“Pimpaccia”.

Tra le pasquinate in rima rimaste celebri sul suo conto, si ricorda la seguente:

“Chi dice donna, dice danno / chi dice femmina, dice malanno / chi dice Olimpia Maidalchina, dice danno malanno e rovina”.

  • Palazzo Pamphili

Molte furono le opere monumentali che Papa Innocenzo X diede a Roma.

Tra queste,  Palazzo Pamphili costruito per la propria famiglia, è quella sicuramente più strabiliante.

L’incarico di costruirlo fu dato a Girolamo Rainaldi.

Per dare il giusto lustro al Palazzo la sua realizzazione procedette di pari passo con la sistemazione della piazza e con l’innalzamento della chiesa di S. Agnese.

Piazza Navona_20160717_0015 (Mclaude's Foto)Palazzo Pamphili è un’opera architettonica di indicibile bellezza.

La sua facciata è costituita da paraste (la parasta è un elemento architettonico strutturale verticale o pilastro inglobato in una parete dalla quale sporge leggermente), arcate cieche e una balconata centrale.

All’interno di palazzo Pamphili troviamo sale affrescate da diversi artisti del XVII sec. come Pietro da Cortona, Agostino Tassi, Giacinto Brandi ed altri.

Si segnalano il Salone Palestrina, utilizzato per feste e concerti, e la splendida Galleria progettata dal Borromini e decorata da Pietro da Cortona con scene della vita di Enea.

Dal 1961 è la sede dell’ambasciata del Brasile.

  • La Fontana dei Fiumi

Anche la piazza, come detto, ebbe una stupefacente sistemazione.

Nel 1651, in piena età Barocca, Papa Innocenzo X diede incarico a Gian Lorenzo Bernini di costruire una fontana da porre al centro della stessa.

L’affidamento del lavoro di costruzione della fontana è legato anch’esso ad una legenda o storia popolare.

Si racconta che originariamente fu dato l’incarico a Borromini, che in quel periodo fruiva delle grazie papali e, soprattutto, di donna Olimpia.

Al contrario Gian Lorenzo Bernini non aveva dal pontefice e dalla gran Dama  gli stessi favori, ma non si diede per vinto alla manifesta parzialità e fece arrivare a donna Olimpia, una copia in argento della Fontana dei Fiumi da lui progettata.

Il Papa vide per caso il modellino, se ne innamorò e gli diede l’incarico.

Maldicenze dell’epoca (più o meno velate) asserirono che più che la bellezza dell’opera fu il dono in argento alla Pimpaccia  che determinò la scelta, ma questa è un’altra storia…

Piazza Navona_20160717_0020 (Mclaude's Foto)Inaugurata nel 1651, la Fontana dei Fiumi, è di forma ellittica a livello della pavimentazione stradale.

E’ sormontata da un grande gruppo marmoreo (o scoglio), sulla cui sommità si eleva un obelisco egizio (“Obelisco Agonale”), alto 16,54 m.

L’obelisco è  un’imitazione di epoca romana, rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia.

Voluto da Papa Innocenzo X che lo vide giacente a terra rotto in tre parti (le crepe sono ancora oggi visibili) durante una visita alle catacombe e alla chiesa di San Sebastiano fuori le mura.

La sistemazione dell’obelisco sul gruppo scultoreo centrale, era contrario a tutti i canoni architettonici dell’epoca.

Il monolite non avrebbe poggiato infatti su un gruppo centrale compatto, ma su una struttura cava, che lasciava cioè un vuoto al centro e sulla quale erano poggiati solo gli spigoli della base dell’obelisco

Piazza Navona_20160717_0033 (Mclaude's Foto)Il gruppo marmoreo sottostante l’obelisco, rappresenta i quattro grandi fiumi conosciuti in quell’epoca: il Gange, il Nilo, il Danubio ed il Rio della Plata.

Le sculture in marmo bianco sono le simboliche allegorie dei quattro principali fiumi della terra, ovvero i continenti allora conosciuti.

Sono rappresentati dai nudi di quattro giganti coricati su uno scoglio in travertino (opera di Giovan Maria Franchi) che fa da basamento oltre che alle statue anche all’obelisco e agli stemmi del pontefice  Innocenzo X.

Ogni statua è opera di un artista diverso.

il Nilo (Giacomo Antonio Fancelli),

il Gange (Claude Poussin),

il Danubio (Antonio Raggi)

il Rio della Plata (Francesco Baratta).

Piazza Navona_20160717_0049 (Mclaude's Foto)Altra legenda vuole che il gigante rappresentante il Rio della Plata, sia stato progettato dal Bernini in una posa che sembra esprimere ironicamente un gesto di protezione da un eventuale crollo della Chiesa di Sant’Agnese in Agone di cui il Borromini era autore e rivale.

In realtà tale legenda è priva di fondamento in quanto la Fontana dei Fiumi fu realizzata precedentemente alla chiesa del Borromini.

Piazza Navona_20160717_0032 (Mclaude's Foto)

D’altro canto sulla facciata della chiesa si Sant’Agnese (di cui parleremo più avanti) la raffigurazione della Santa è rappresentata con una mano sul petto che il popolo interpretò come simbolo di rassicurazione della stabilità della costruzione.

Piazza Navona_20160717_0045 (Mclaude's Foto)Altra curiosità è quella relativa alla statua che rappresenta il Nilo la quale ha il volto coperto a simboleggiare le origini sconosciute delle sorgenti.

L’opera contiene una simbologia ben definita che all’epoca diede grande lustro a Innocenzo X.

La simbologia evoca infatti il potere della Chiesa cristiana sui quattro angoli del globo allora conosciuto attraverso lo Spirito Santo (la colomba posta sulla sommità dell’obelisco, quest’ultimo, inoltre, a rappresentare il confine tra la terra e il cielo).

La fauna e la flora sono i simboli terreni  di altre specie terrestri create da un Dio che ama tutti, indistintamente.

Piazza Navona_20160717_0044 (Mclaude's Foto)Animali e piante esotiche sono da considerare lo specchio fedele delle scoperte avvenute nel Nuovo mondo e portate a conoscenza nel Vecchio nel corso dei passati due secoli.

Una delle tante caratteristiche del prospetto scultorio riguarda anche gli animali rappresentati (un leone e un cavallo) i quali sembrano attraversare una fessura aperta tra i massi dello scoglio di pietra alla base della fontana.

Secondo l’iscrizione voluta da Innocenzo X, il monumento intende magnificamente offrire: “Salubre amenità a chi passeggia, bevanda a chi ha sete, esca a chi medita”.

La fontana, con un ulteriore progetto affidato a G.L. Bernini, è alimentata da un condotto dell’Acqua Vergine proveniente da Fontana di Trevi  dove precedentemente  terminava.

Proseguendo il cammino da sud, verso la parte nord di Piazza Navona, sulla sinistra appena dopo Palazzo Pamphili, possiamo ammirare Sant’Agnese in Agone, ovvero, una delle opere architettoniche più altisonanti dell’epoca barocca (qui potete leggere l’articolo su di essa).

  • Le Fontane ai due estremi della piazza

Altre due fontane poste all’estremità nord e sud abbelliscono Piazza Navona:

La fontana del Moro, a sud sotto palazzo Pamphili e la Fontana del Nettuno a nord.

Furono realizzate negli anni settanta del sedicesimo secolo (pertanto precedentemente alla realizzazione della piazza di oggi) durante il regno pontificio di Gregorio XIII Boncompagni.

Entrambe sono opere dell’artista Jacopo della Porta.

Della Porta progettò le fontane a pianta mistilinea (un perimetro composto sia da curve che da segmenti) circondate da una cancellata in ferro e da gradini perimetrali in marmo .

Quasi un secolo dopo, in concomitanza con la realizzazione della fontana dei fiumi, Innocenzo X fece restaurare le fontane al Bernini per renderle più consone alla bellezza della piazza.

Bernini per prima cosa rimosse da entrambe sia la cancellata in ferro che gradini e ampliò le vasche costruendone altre di stessa forma.

  • La Fontana del Moro

Piazza Navona_20160717_0012 (Mclaude's Foto)

Rimasero dell’opera originaria di Jacopo della Porta, solo i quattro tritoni con bùccina (la bùccina è uno strumento musicale appartenente al gruppo degli ottoni) posti agli angoli della fontana.

NB: Nel 1874, contemporaneamente alla realizzazione definitiva della fontana settentrionale di piazza Navona, tutti i gruppi scultorei della fontana del Moro vennero rimossi, trasferiti e sostituiti da copie.

Solo in tempi recenti si è proceduto al loro restauro, ma gli originali sono stati utilizzati per altre fontane; i tritoni, in particolare, si trovano nella fontana del laghetto di Villa Borghese. (Fonte Wikipedia).

Bernini, in un primo momento, aggiunse al centro una grande Conchiglia (per questo fu detta dal popolo: “la lumaca”) e tre delfini, ma la soluzione non piacque al Papa.

Incontrò invece i favori del Papa la successiva opera di Giovanni Antonio Mari.

Lo scultore aggiunse alla fontana una figura maschile che avvinghiava un delfino (secondo i critici quest’ultimo  proporzionalmente troppo piccolo).

I tratti somatici della figura ricordano un uomo di colore ed ecco il motivo del nome della fontana.

In realtà la figura vuole rappresentare un tritone.

  • La Fontana del Nettuno

Piazza Navona_20160717_0068 (Mclaude's Foto)Le migliorie volute alla Fontana del Nettuno da Innocenzo X e apportate dal Bernini riguardarono in questo caso soltanto l’eliminazione della cancellata in ferro, degli scalini in marmo e l’ampliamento della vasca.

La Fontana del Nettuno (già “dei Calderari”, per la vicinanza del vicolo omonimo dove erano presenti diverse botteghe artigiane costruttrici di catini di rame).

Prese l’attuale nome “Fontana del Nettuno” soltanto alla fine del XIX secolo, dopo l’aggiunta di due gruppi scultorei:

  • “Le Nereidi con putti e cavalli marini” di Gregorio Zappalà
  • “Nettuno lotta contro una piovra” di Antonio della Bitta.

Tale aggiunta ornamentale, fu commissionata dopo un concorso pubblico indetto dal Comune di Roma nel 1873 e voluta per creare una consonanza stilistica con le altre due fontane già esistenti nella piazza.

Piazza Navona fu inaugurata il 23 giugno 1652 attraverso una geniale idea di Innocenzo X e di donna Olimpia.

Vennero chiuse gli scarichi delle fontane e così facendo resero possibile la tracimazione dell’acqua che ben presto allagò la piazza che non dimentichiamoci aveva una forma concava.

Il divertimento fu tale da divenire consuetudine fino a quando nel 1866 Pio X sospese i festeggiamenti.

La piazza fu lastricata nel 1870 con i sampietrini e resa a schiena d’asino con l’attuale marciapiede centrale rendendo quindi impossibile nuovi ludici allagamenti.

Oggi Piazza Navona è famosa per le piacevoli serate invernali a ridosso delle feste natalizie che culminano con la festa dell’Epifania.

Per i romani l’Epifania rappresenta il tradizionale arrivo della Befana portatrice di gioia (o carbone) per tutti i bambini.

Di certo tutti i romani hanno passato almeno un pomeriggio o una serata tra le bancarelle di giocattoli e dolci di Piazza Navona.

Fonti: wikipedia